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San Vito di Lucania
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San Vito di Lucania o San Vito Martire (Mazara del Vallo, III secolo – Lucania, 28 giugno 303) venerato come santo martire dalla Chiesa cattolica è un Santo molto importante anche per la Chiesa ortodossa serba e quella bulgara, la sua ricorrenza è osservata nel giorno del 15 giugno del Calendario giuliano che corrisponde al nostro 28 giugno del Calendario gregoriano. Non si hanno dati storicamente accertati sulla sua origine, anche se, secondo testimonianze di scarso valore storico, sarebbe nato in Sicilia da padre pagano. Sarebbe stato incarcerato sette anni a causa della sua fede cristiana.
Secondo il Martirologio Gerominiano Vito sarebbe vissuto a lungo in Lucania, tanto che ancora oggi è ricordato impropriamente dai fedeli del luogo come san Vito di Lucania. Sarebbe morto martire nell'anno 303, assieme alla nutrice santa Crescenzia e al precettore san Modesto, durante la persecuzione di Diocleziano.
Alcune reliquie sono custodite in un corpo cerato che raffigura il Santo, custodito presso la Chiesa Collegiata di Sant'Ambrogio di Omegna (VB), racchiuso in un'urna e portato solennemente in processione l'ultimo sabato di agosto, giorno in cui il vescovo di Novara Bascapè portò devotamente le reliquie nel borgo di Omegna. Secondo una passio del VII secolo il fanciullo sicliano Vito (BHL 8711-12; per BHL 8714 nasce in Lucania), dopo aver operato già molti "miracoli", sarebbe stato fatto arrestare dal preside Valeriano. Avrebbe subito torture e sarebbe stato gettato in carcere senza però rinnegare la propria fede; sarebbe stato liberato "miracolosamente" da un angelo e si sarebbe recato, insieme al precettore Modesto e alla nutrice Crescenzia, in Lucania per continuare il suo apostolato. Acquistata sempre più fama presso il popolo dei fedeli, sarebbe stato perfino supplicato dall’imperatore Diocleziano per "liberare dal demonio" (forse si trattava di epilessia) il figlio; ottenuto il "miracolo", Diocleziano gli si sarebbe scagliato contro, imprigionandolo e facendolo torturare. Dopo essere stato nuovamente liberato dall'angelo, ritornando presso il fiume Sele, Vito sarebbe morto lì con Modesto e Crescenzia; con cui sarebbe stato in seguito sepolto dalla pia matrona Fiorenza in un luogo chiamato Marianus. Al racconto originario della passio del martire si aggiunsero con il passare degli anni varie leggende relative alle translationes delle sue reliquie in varie città e monasteri, e vari miracula che avrebbero avuto come protagonista Vito, leggende che contribuirono ad accrescere ulteriormente la sua fama. Un'altra leggenda devozionale lo vede protagonista in Sicilia, a Regalbuto, dove Vito, fermatosi per riposare nel luogo dove ora sorge la chiesa dei cappuccini, avrebbe incontrato dei pastori disperati perché dei cani avevano sbranato un bambino; allora il Santo, richiamati i cani, si sarebbe fatto restituire da essi i resti del corpo del bambino a cui avrebbe ridonato la vita.
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