| Cap | 82020
| Prefisso telefonico
| 0824 | | Codice Istat | 062024 | Codice Catastale
| C719 | | Denominazione Abitanti | Circellesi
| | Santo Patrono | San Michele Arcangelo | | Festa Patronale | 29 settembre | | Telefono | 0824 937201 - 0824 937523
| | Fax | 0824 937287
| | Codice Fiscale | 80002680629
| | Partita IVA | 00269940623 | e-mail principale
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| Posta Certificata
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CIRCELLO Il territorio del comune di Circello ricade nei limiti amministrativi della Provincia di Benevento. La sua origine risulta, tutt’oggi abbastanza incerta; il Meomartini avanza una prima ipotesi che Circello possa essere “Cercellium”, ovvero Vercellium, una delle fortezze ripiegate al dominio romano ad opera del Pretore Marco Valerio. Una seconda ipotesi, mentre, attribuisce ai Saraceni l’origine di “Circello” facendo chiaro riferimento alla dominazione saracena, come resta evocato dalla “Macchia Saracena” e da “Castel Pagano”. Il nucleo abitato più antico si presenta a ridosso di una rupe scoscesa sul cui vertice insiste un vecchio castello aragonese. Il borgo medievale risulta caratterizzato dall’andamento anulare delle fabbriche e da ripidi collegamenti verticali, pedonali, mentre in età più recente si assiste ad un’espansione del paese in maniera più libera e sempre più verso valle. Popolazione Residente: 2.673 (M 1.304, F 1.369) dati Istat 2001 Densità per Kmq: 58,9 Superfice: 45,35 Kmq Altitudine: 650 m Distanza dal capoluogo: 35 km (Benevento) Etimologia (origine del nome): Deriva dal latino Cercellus o Cercellum, che a loro volta hanno origine dalla parola quercetum o cercetum, ossia querceto. Il Comune di Circello fa parte di: Comunità Montana Zona Alto Tammaro, Regione Agraria n. 2 - Alto Tammaro e Alto Fortore Comuni Confinanti: Campolattaro, Castelpagano, Colle Sannita, Fragneto L'Abate, Morcone, Reino, Santa Croce del Sannio Le colture del territorio circellese sono soprattutto di cereali e foraggio che permette lo sviluppo di allevamenti di bovini e ovini. Diffusi sono anche gli allevamenti di suini, di conigli e api. Prosperano alberi da frutto, olivi e viti. Ci sono piccole attività industriali di abbigliamento e di salumeria. Permangono attività artigianali come la lavorazione della pietra, del legno, del ferro e molitoria. L'attività turistica è in via di sviluppo e si lega alla ricerca di luoghi tranquilli, dove sia possibile mangiare genuino, dando vita così all'"agriturismo". I BENI ARCHITETTONICI CASTELLO DUCALE Del XV secolo. Conserva le imponenti mura perimetrali ed alcune aree interne. Si può visitare. CHIESA DI S. NICOLA Di epoca longobarda. Presenta un altare in pietra e bassorilievi. Recentemente restaurata, è visitabile. TORRE DI S. ANGELO Costruita nel 1272, era la torre campanara della chiesa di 5. Michele Arcangelo distrutta dal terremoto del 1456. È in cattivo stato di conservazione. BEBIO Antica capitale dei Liguri Bebiani qui deportati nel 181 a.C. Sede di scavi archeologici che stanno riportando alla luce l'antico struttura della città. Visitabile. CHIESA DI S. PIETRO Costruita in epoca normanna nella contrada Campanaro, conserva solo alcuni bassorilievi. BOSCO DI CASALDIANNI Ceduo e fustaia di quercia e cerro, accessibile, di 65 ettari circa, attrezzato con panche e tavoli. È sito in località Fontana Cavalieri SITI ARCHEOLOGICI LOCALITÀ MACCHIA Scavi archeologici stanno portando alla luce l'antica Bebio, capitale dei Liguri bebiani. I lavori sono ancora in fase iniziale. È possibile visitare gratuitamente la zona. CHIESA DI S. ROCCO Costruita nel 1691, è in buono stato di conservazione. Visitabile su richiesta. CHIESA DI S. NICOLA Di epoca longobarda. Presenta un altare in pietra e bassorilievi. Recentemente restaurata, è visitabile. I GIOCHI DI UNA VOLTA JOCHE Il gioco delle "Joche" consisteva nel lanciare una pietra modellata dai ragazzi, per colpirne un'altra chiamata " ro mmesto", posta verticalmente a ridosso di una buca, contenente bottoni o soldi. Si appropriava del denaro o dei bottoni il ragazzo che riusciva ad allontanare dalla buca "ro mmesto". STRUMBELO Il gioco dello "strumbelo" consisteva nel lanciare una trottola di legno con la punta di ferro tramite una cordicella, che l'avvolgeva. Era vincitore chi riusciva a colpire la trottola dell'avversario, che girava a terra. FREZZA La "frezza" veniva ricavata da un ramo di olmo a forma di "Y ". Alle due estremità superiori venivano legati degli elastici ricavati dalle camere d'aria di bicicletta o di macchina; alla parte opposta veniva legato un fondo di cuoio per trattenere il sassolino da lanciare contro uccelli o vetri.
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